Ho rivolto alcune domande a Enza Bellantuono, del Collettivo Maripose  attivo, dal 2009, a Genova. Il collettivo fa  parte  della rete dei Collettivi “Dipende Da Noi Donne” (DdD) e aderisce all’Appello promosso da La Comune“Uniamoci contro il razzismo per l’accoglienza di tutti/e senza condizioni per la difesa della vita” che propone la manifestazione del 10 novembre, a Roma ore 14,30 p.za della Repubblica sugli obiettivi: “apertura dei porti, accoglienza di tutt*; ‘no’ ai centri di detenzione e tortura in Libia e ai respingimenti, alle espulsioni e alle ruspe; difesa delle Ong che salvano vite umane permesso di soggiorno per tutt* immigrat* e profugh*; contrastare la violenza dilagante, la minaccia fascista, la violenza sulle donne, la tratta e della prosituzione, l’omofobia, il bullismo ed ogni tipo di discriminazione.”

Qual’è il percorso nel ‘femminismo radicale e antirazzista’del Collettivo Maripose?

  1. B.: Quasi dieci anni fa, abbiamo formato il Collettivo e ci siamo chiamate Maripose perché “…in spagnolo Mariposa vuol dire farfalla! Essere come tante Farfalle, per le loro ali, simbolo di libertà, colorate, solidali e senza confini! (…)”, come scrivemmo. Sono stati anni di impegno, conoscenza, amicizia e condivisione! Con alti e bassi. Lo scorso anno,con altri collettivi e con le compagne ed amiche de La Comune, di cui alcune di noi fanno parte, abbiamo dato vita, con un Manifesto nazionale, alla rete dei Collettivi “Dipende Da Noi Donne”: “…nati dal sogno e dal bisogno di unirsi tra donne per affermare una vita migliore (…).Ci impegniamo per un nuovo femminismo radicale, come principio di riscatto, ricercando unite la libertà di scegliere su ogni aspetto delle nostre vite.” (Manifesto dei Collettivi di Dipende da noi Donne).

Perché avete aderito all’Appello Uniamoci contro il razzismo per l’accoglienza di tutti/e senza con condizioni per la difesa della vita?

  1. B.: Perché noi Maripose abbiamo a cuore il bene dell’umanità e della vita, che il nostro genere da sempre crea e cura; per questo siamo femministe radicali e antirazziste. Sono tempi in cui è decisivo scegliere di reagire per vivere meglio assieme, da protagoniste, e in ambiti autorganizzati di cui i nostri Collettivi e la rete DdD sono un esempio. Ma non basta! Occorre anche l’unione, la collaborazione, fra diversi organismi, associazioni, collettivi di donne. L’Appello risponde a questa esigenza: costruire fronti unitari solidali e antirazzisti stabili; punti di riferimento,speranza e fiducia concreta per tante/i immigrate/i,soprattutto profughi e per chiunque, incluse noi, cerchi una vita migliore; punti di riferimento per pensare ai quartieri delle nostre città come luoghi aperti all’accoglienza umana, al rispetto, alla cura della vita di tutte e tutti; luoghi sicuri perché altre Desireé non possano più perdere la vita così tragicamente per mano di un branco di maschi criminali ed assassini. Non permettiamo a nessun razzista di usare il dolore e la morte di qualsiasi donna per accanirsi contro immigrate/i alimentando odio e divisione.

Quale apporto ha dato la rete Dipende Da Noi Donne all’Appello de La Comune, prima firmataria?

  1. B.: La Comune ha promosso un percorso autentico, rispettoso delle differenze che si è realizzato in due assemblee nazionali a Roma nelle quali il nostro apporto è stato decisivo. Nel primo incontro abbiamo fatto includere nel testo l’unione della battaglia antirazzista a quelle contro la violenza sulle donne, l’omofobia, il bullismo, la tratta e la prostituzione; nel secondo incontro, la battaglia contro il decreto Pillon. In quest’ultima assemblea del 14 ottobre, con più di duecentocinquanta partecipanti, è stata indetta la manifestazione del 10 Novembre, a Roma, su una piattaforma pacifica, solidale, accogliente e plurale, di cui firmatari anche realtà e singoli non ancora aderenti all’appello. Sarà la prima manifestazione nazionale contro questo governo razzista, guidato dal fascio-leghista Salvini.
  2. Per i firmatari dell’appello la manifestazione del 10 Novembre sarà un momento di passaggio importante verso la costituzione del fronte unitario solidale e antirazzista. E per l’occasione la rete dei Collettivi di DdD proporrà a tutte le realtà organizzate di donne e alle tante presenti di ritrovarsi assieme durante il corteo in un settore unitario sui contenuti e gli intenti di cui sopra; arricchendolo con i propri contenuti ed esperienze di impegno, con striscioni, cartelli e creatività come noi donne sappiamo fare. Noi porteremo il nostro slogan preferito: “Libertà delle donne è la Libertà di tutti” e viceversa. Vi aspettiamo.

Info su Maripose, sulla rete dei Collettivi di Dipende Da Noi Donne, sull’appello e sulla manifestazione:https://collettivomaripose.wordpress.com;